Il mondo marino è un paradiso che pochi hanno la fortuna di conoscere. Lontano dall’indiscrezione di chi non ne ha mai avuto l’interesse di entrarne a contatto si trova un universo completamente diverso da quello in superficie, dove milioni di specie uniche e speciali nuotano libere al ritmo delle correnti.
Lungo le coste basse del Dhofar, una delle sette regioni dell’Oman, nuotano tantissime specie di animali diverse, dagli squali chitarra ai pesci leone, dalla tartaruga caretta caretta alle razze. La fauna e la flora sono floride, e i colori accesi sotto il sole della stagione secca che anticipa il Khareef brillano nonostante il fenomeno di assorbimento delle profondità marine. Tra relitti navali decorati dai coralli che ne hanno preso il controllo e dai molteplici pesci palla, e lungo i fondali sabbiosi dove si nascondono le tantissime platee, le conseguenze del cambiamento climatico non hanno però tardato a farsi sentire, minacciando la biodiversità e gli equilibri della meravigliosa barriera corallina Arabica.
A occuparsi della salvaguardia marina locale ci pensa l’ambientalista e subacqueo Issam.

Meet Issam
Nato e cresciuto in Oman, Issam ha presto sviluppato una passione per il mare e le milioni di creature che lo abitano, dedicandosi al diving prima come passatempo, e poi come professione. Issam è, infatti, un diver esperto che, grazie alle sue migliaia di immersioni nella sua terra natale, ha ottenuto un ruolo nell’Environment Agency of the Sultanate of Oman, l’agenzia governativa creata con lo scopo di sostenere l’ambiente.
In particolare, Issam lavora nel dipartimento di conservazione dell’ambiente marino presso l’Autorità per l’Ambiente Omanita, dedicando il suo tempo alla protezione e alla conservazione del fondo marino di Oman con controlli frequenti e regolari sulla fauna e la flora locali.
Mi tuffo regolarmente nelle acque di Mirbat per fare ispezioni e controllare lo stato dei fondali della zona.
Una volta ogni due settimane Issam si tuffa insieme al gruppo, perlustrando i fondali per verificare le condizioni della barriera corallina locale e assicurarsi che le specie di pesci, rettili e mammiferi che colorano il mare Arabico siano sane e vivaci. Con la sua fotocamera sottomarina, poi, prosegue nel processo, dando un volto alle sue annotazioni.
Environment Agency of Oman: l’agenzia governativa destinata alla preservazione della salute ambientale omanita

Agenzia per l’ambiente di Oman è in realtà un ente governativo che mira a “preservare il nostro ambiente, sostenere le sue risorse, e fornire servizi distinti attraverso lo sviluppo continuo e l’integrazione con le istituzioni e la società” [ea.gov.com], con l’obiettivo di sensibilizzare e promuovere l’adozione di misure critiche di conservazione. Per raggiungere il suo obiettivo, l’agenzia crea politiche e procedure volte a proteggere l’ambiente, gli ecosistemi e la biodiversità di Oman.
Stabilire politiche e procedure volte a conservare le nostre risorse naturali e preservare lo stato attuale dell’ambiente naturale e, ove possibile, invertire il suo degrado da parte di agenti umani o naturali [Environment Agency of Oman]
Uno dei focus dell’agenzia è quello di proteggere le specie locali a rischio di estinzione, incluse le quattro specie di tartarughe che abitano le sue acque: Caretta caretta, le Green (Chelonia mydas), le Hawksbill (Eretmochelys imbricata) e le Olive Ridley (Lepidochelys olivacea).

L’agenzia collabora inoltre con associazioni private, quali la Environment Society of Oman, unica organizzazione non profit in Oman che si occupa di tutela ambientale. L’associazione, fondata nel 2004, si propone di preservare l’ambiente naturale dell’Oman attraverso la ricerca, l’istruzione, la difesa e la conservazione.
I principali pericoli per l’ambiente marino
Oman ha 21 specie di grandi balene e delfini, di cui 17 sono piccoli a grandi delfini, 3 specie di balene e balenottere dentate (capodogli) [Oman Observer.om], così come molte altre specie di rettili e pesci.
Per quanto riguarda l’ambiente marino, i fattori che più preoccupano gli esperti internazionali e locali in termini di preservazione della biodiversità marina sono diversi. Si tratta della pesca a strascico [FAO (Food and Agriculture Organization)], dell’inquinamento acustico [NOAA] e chimico [UNEP], dell’inquinamento da plastiche e micro-plastiche, la distruzione degli habitat naturali [WWF], e i cambiamenti climatici.
Le conseguenze del surriscaldamento globale sull’ambiente marino omanita e il lavoro di Issam

In particolare, le conseguenze dei cambiamenti climatici sono particolarmente evidenti nel sempre più presente sbiancamento corallino, sinonimo di decesso dei coralli e conseguente indebolimento delle strutture coralline e riduzione della biodiversità che dipende da esse. Infatti, il riscaldamento delle acque provoca lo stress nei coralli, che espellono le zooxantelle (microrganismi simbiotici), portando al fenomeno del sbiancamento e, se non recuperato, al decesso dei coralli [IPCC – Special Report on the Ocean and Cryosphere in a Changing Climate].
Tra le principali minacce della flora e fauna locale ci sono certamente anche le reti da pesca, che non raramente intrappolano tartarughe e altri abitanti delle acque locali e internazionali, spesso causandone anche la morte.
Nei suoi anni di esperienza, anche Issam ha visto con i suoi occhi la composizione della fauna e della flora delle acque della sua terra cambiare.
“I coralli che ricoprivano Mirbat si sono ritirati. Riconoscere quando sono morti è facile: quando sono completamente bianchi. Oramai i fondali ne sono pieni.”
Durante le sue spedizioni, Issam deve inoltre portare avanti vere e proprie operazioni di pulizia dei fondali, cancellando le tracce del passaggio dell’uomo raccogliendo tutta la plastica e l’immondizia sedimentata sul fondo o galleggiante.


