Coltivare Datteri nell’Emirato di Fujairah: la storia di Wain

Lontano dalle movimentate e moderne Abu Dhabi e Dubai si nasconde silenziosa una terra lontana, ferma nel tempo, avvolta dal mistero per i turisti europei che si affacciano agli Emirati Arabi inconsapevoli delle meraviglie che il paese nasconde.

Affacciata sul Golfo di Oman si trova Dibba Al-Fujairah (in arabo دبا الفجيرة‎), città dell’Emirato di Fujaira. Tra le sue montagne alte dipinte di rosso e le acque cristalline che ne bagnano le spiagge, sorge qualche casa solitaria, costruite secondo i canoni della tradizione araba. Proprio in una di queste abitazioni si rifugia Wain.

Meet Wain

Emirates cultivating dates

Poliziotto di professione, coltivatore di datteri nel tempo libero, Wain è un uomo entusiasta, appassionato, oltre che del suo lavoro, anche dell’attività che da centinaia di anni la sua famiglia tramanda di generazione in generazione. È un uomo accogliente, che non perde occasione di far sbirciare i turisti curiosi all’interno della sua passione, che con rigore e dedizione coltiva fin dal giorno in cui suo nonno è venuto a mancare, lasciandogli così la produzione in eredità.

Wain nasce e vive ad Abu Dhabi, ma nel tempo libero si trasferisce nella sua abitazione nell’Emirato di Al-Fujairah. Proprio tra i paesaggi montuosi sconfinati della regione, Wain dedica buona parte del suo tempo a scoprire, imparare e portare avanti la coltivazione di datteri secondo la tradizione emiratina.

Dibba Al-Fujairah: un paradiso sconosciuto ai turisti

Conosciuta principalmente ai locali per le sue acque cristalline e le meravigliose coste rocciose, Dibba è meno conosciuta ai turisti, spesso catturati dalle ben più note e ben più appariscenti Dubai e Abu Dhabi.

Abu Dhabi Corniche Beach
Abu Dhabi Corniche Beach

L’Emirato di Fujairah (in arabo: مَـارَة ٱلْفُجَيْرَة Al-Fuǧaira) è uno dei sette emirati che compongono il paese. Con la sua capitale è Fujairah, l’emirato è l’unico con una costa esclusivamente sul Golfo di Oman.

La cittadina si affaccia sul golfo di Oman, e con i suoi circa 30.000 abitanti, nasconde e supporta una tradizione centenaria spesso sconosciuta ai turisti.

La storia dell’emirato di Fujairah e della regione di Shamaliyah

L’Emirato di Fujairah è costituito principalmente da ciò che è noto come Shamaliyah, la regione che copre la costa orientale di quello che ora sono gli Emirati Arabi Uniti. Questa zona fu soggetta al potere di Muscat, capitale dell’Oman, fino al 1850, quando la dinastia araba nel Golfo Persico di Al Qasimi, annesse la regione al proprio emirato di Sharjah. L’accordo venne firmato dallo sceicco Sultan bin Saqr Al Qasimi e dal sultano di Muscat Said bin Sultan.

La terra, tuttavia, si separò spesso e nel 1901 lo sceicco Hamad bin Abdullah Al Sharqi, capo dell’emirato di Sharqiyin, dichiarò l’indipendenza da Sharjah.

In quel momento, l’emirato di Fujairah consisteva di circa 150 case e 3.000 palme da dattero e la sua gente viveva principalmente attraverso la coltivazione di queste piante floride e rigogliose.

La coltivazione di datteri

La coltivazione di datteri negli Emirati Arabi risale a migliaia di anni fa. Prove archeologiche mostrano infatti una data di coltivazione risalente al periodo tra il 5530 e il 5320 a.C. A livello locale, precisamente sull’Isola Dalma di Abu Dhabi, sono state registrate le prime prove del consumo umano di datteri risalenti al 5110 a.C. [wam.ae].

Caffè e datteri a Dubai negli Emirati Arabi

La tradizione e il commercio

Secondo quanto riportato da Wam, lo sceicco Zayed ha svolto un ruolo fondamentale nel garantire la coltivazione e lo sviluppo dell’agricoltura della palma da dattero all’interno del Paese. Con la sua influenza, lo sceicco ha reso gli Emirati Arabi Uniti uno dei principali produttori mondiali di datteri con oltre 345.000 tonnellate all’anno di produzione e riesportazioni di 250 varietà di datteri diverse, con una quota nel mercato di esportazione globali di datteri cresciuta oltre il cinque percento l’anno scorso, secondo “TradeMap” [wam.ae].

Inoltre, la palma da dattero non era solo una fonte vitale di sostentamento per le popolazioni locali. Infatti, praticamente ogni parte dell’albero veniva sfruttata. Fronde secche di palma da dattero, note come “arish”, venivano utilizzate per costruire case, rifugi e frangivento nel deserto. Foglie di palma secche e spezzate, note come “khooss”, si intrecciavano per fare tappetini e contenitori [wam.ae].

Seppur oggi vengono prodotti a livello industriale per foraggiarne il commercio, i metodi tradizionali di coltivazione e raccolta del frutto sono ancora vivi nella cultura Emiratina.

La coltivazione tradizionale e la cura della pianta da dattero

Oltre che i professionisti, a tenere vive le molteplici tradizioni legate alla coltivazione dei datteri ci sono gli appassionati come Wain che, attraverso il rispetto dei processi tramandati nei secoli, riescono poi a trasmetterla anche agli emiratini più giovani e a condividerla con i turisti sotto forma di esperienza.

Una delle tradizioni più interessanti e uniche legate alla coltivazione dei datteri è collegata alla manutenzione della pianta stessa.

Prendersi cura delle piantagioni di datteri

Il modo tradizionale di coltivare le date e mantenere gli alberi puliti
Il modo tradizionale di coltivare le date e mantenere gli alberi puliti

Come insegna Wain, la tradizione prevede che un operatore, legato con corde rinforzate sulla schiena, si arrampichi agilmente sull’albero di palma da dattero. Una volta in cima, armato di uno scalpello piatto, intaglia con precisione il tronco della pianta, rimuovendo delicatamente la corteccia più spessa e le fibre che ricoprono il tronco, un’operazione che richiede maestria e attenzione. Le corde tradizionalmente utilizzate per l’arrampicata sugli alberi di palma da dattero sono generalmente fatte di fibra naturale. Materiali come la fibra di cocco (corda in sisal), la canapa o anche la fibra di palma stessa sono molto comuni, poiché sono resistenti e abbastanza elastiche per sopportare il peso dell’operatore senza rompersi.

Questa tecnica antica, che rispetta i cicli vitali della pianta, non solo consente di preservare la salute dell’albero, ma stimola anche la sua crescita, rendendolo più robusto e rigoglioso. Con il passare degli anni, l’albero si arricchisce, producendo raccolti sempre più abbondanti e frutti di qualità superiore, più dolci e numerosi, garantendo così un legame profondo tra l’uomo e la natura, e una prosperità che si rinnova stagione dopo stagione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *