A Marrakech sono le 22 di una serata schiarita, e oltre le luci della città che incorniciano il cielo si intravede qualche stella. La città è in sobbuglio, e i passanti camminano veloci, passando da una strada all’altra della città con l’agilità e la confidenza che solo l’abitudine sanno donare. I palazzi si alzano in un disordine contorto e intrecciato, all’apparenza confuso. La struttura della città richiama la vita sottostante, dove i passanti si mischiano e mescolando ma mai si scontrano, e dove le culture si uniscono in una segreta armonia. In queste vie le mappe digitali sono all’oscuro dei passaggi segreti che collegano una strada all’altra, e quello che di solito è un movimento lineare diventa la ricerca di una fine al lungo e intricato labirinto che sono le strade di Marrakech. Trovare ogni destinazione non è più solo una questione di arrivo, ma di vera e propria esperienza nel passaggio da un punto A a un punto B, decorato dai colori attempati e consumati dei muri nascosti nell’ombra di quelle strade dove la luce non arriva mai.
Marrakech è una città vivace e attiva, ma riserva angoli di pace e tranquillità a chi li sa cercare. Incastonato tra i corridoi remoti della Marrakech più inoltrata si innalza un palazzo. Alto e sporgente, da sotto le infrastrutture che ricoprono Marrakech non se ne vede la fine. In questo palazzo si trova un hotel. Il suo interno è profondo, ma verso l’altro. Una rampa di scale percorre tutte le sue mura fino al quinto e ultimo piano.
Al suono del campanello dell’edificio, una giovane donna apre la porta con un caldo sorriso: “Benvenuti, amici miei! È così bello avervi qui!” Il suo sorriso era uno dei più brillanti che si potessero vedere. “Lasciate che vi mostri la stanza prima, poi vi preparo un po’ di tè per farvi sentire come a casa.”
Come tanti palazzi marocchini, balconate si affacciano sul centro. Decorato di un bianco candito, fiori di stagione e con decorazioni minimali ma a effetto e significative, il palazzo riserva un angolo segreto che ne garantisce l’effetto sorpresa. Lasciatasi alle spalle la portifcina arrugginita al quinto piano, una stretta rampa di scale a chiocciola in ferro battuto si arrampica, su su fino a a una balconata illuminata da un lampione dalla luce fioca, dalla quale è possibile scorgere la città in tutta la sua magnificenza più assoluta. La notte stellata di Marrakesh è una meraviglia che tutti dovrebbero aver modo di conoscere almeno una volta nella vita.
Meet Oumaima

Oumaima ci raggiunse in quel cinematico paradiso notturno. Con un respiro profondo abbiamo abbracciato la brezza dolce e calda di Marrakech a gennaio a mezzanotte, il profumo del tè alla menta che si levava dalla delicata e dettagliata teiera che aveva appena elegantemente messo in tavola con un paio di biscotti secchi da provare. Anche il tavolo è stato decorato, rappresentando perfettamente la tradizione marocchina, con forme geometriche e colorate contrassegnate da una linea nera, circostante.
Di fronte a quella tazza di tè cominciammo a parlare, e dalle parole a vuoto si crearono conversazioni di incredibile intesa. “Sono stata sposata,” disse con leggerezza. “Ma quello che doveva essere il mio uomo non mi trattava come volevo: non mi rispettava, mi dava per scontata, si era come dimenticato che fossi sua moglie. Non mi amava. Così, me ne sono andata.”
A Marrakech trovare un appartamento è costoso e difficile, soprattutto dopo il terremoto che alla fine del 2023 ha scosso la città e la regione. Dopo il crollo della casa dove sin da bambina era cresciuta insieme a sua sorella e a tutta la famiglia, Oumaima ha dovuto trasferirsi nella zona di Bradi, nel centro della città, ospitata da un amico di famiglia. Lavorando lunghissimi turni e senza giorni di riposo nell’hotel cittadino, è presto riuscita a permettersi un nuovo appartamento dove soggiornare mentre l’edificio nel quale era cresciuta e che lei chiama casa, veniva ristrutturato. E non solo.
“Nel nuovo quartiere, in città, mi sentivo sola, distaccata dal resto della gente. La gente in città non si cura, giudicano, sono affrettati, mentre io volevo solo ridere e sentirmi di nuovo a casa.”
Oumaima è una persona gentile e adorabile, che ha dato tutta la sua vita per il benessere e la felicità dei suoi genitori e della sua famiglia. Mentre lavora a tempo pieno, lei e sua sorella si prendono cura della casa e garantiscono una buona vita ai suoi genitori.
Di recente, ha persino realizzato il sogno di suo padre una volta che gli ha comprato un biglietto per la Mecca.
La sua voce tremava sotto il peso dei propri sogni e di quelli della propria famiglia. Da fedele musulmana il suo sogno si, è quello di andare alla Mecca in un pellegrinaggio religioso. Allo stesso tempo, però, il suo primo e principale desiderio è quello di garantire anche alla sua amata mamma di affrontare questo pellegrinaggio.
“È un sogno, ma ci vorrà del tempo. Voglio prendermi cura di mia mamma prima, poi mi prenderò del tempo per pensare a me stessa. Io e mia sorella abbiamo fatto una promessa.”
Oumaima ha un atteggiamento incredibilmente positivo verso la vita, uno che stupisce l’occhio viziato, considerando quanto sia stata dura la vita su di lei. Fedele e forte nella sua convinzione che Allah fa tutto per una ragione, lei è consapevole che qualsiasi cosa ti succede, se preso nel modo giusto, può renderti più forte.
Non vuole influenzare la felicità degli altri essendo positivo e non essere triste in primo luogo, e lei vuole essere ricordato come una brava persona, come un dono a coloro che la circondano.
Ecco perché non sarò mai povera: perché ho aiutato mio padre a realizzare il suo sogno. E farò lo stesso con mia madre. Alla fine, noi facciamo soldi, non sono i soldi che fanno noi.
Il giorno in cui sono riuscita a realizzare il sogno di mio padre è il giorno in cui sono diventata la donna più ricca di questo mondo.
L’importanza del tè nella tradizione marocchina e come viene preparato

Fumante, calda, in argento minuziosamente decorato da lasciare quesiti su quanta cultura tramandata da generazione in generazione possa nascondersi dentro un’opera d’arte di tale classe e stile. E il sapore non era da meno. Il tè marocchino è qualcosa di sensazionale, una cosa assolutamente da provare almeno una volta nella vita. “Si tratta di un tè alla menta,” spiega Oumaima, “e ha un ruolo chiave nella cultura marocchina.”
Il tè è infatti non solo emblema della cultura marocchina, ma anche un elemento chiave nella vita quotidiana della popolazione, simbolo di ospitalità e interazioni sociali.
Tipica tisana alla menta (conosciuta come “atay bil na’na”), il tè marocchino viene offerto agli ospiti in segno di rispetto e di benvenuto, sia che si tratti di visitare la casa di un amico, una riunione di famiglia o anche entrare in un negozio o in un ristorante. Attorno ad un bel vassoio di tè caldo, famiglie e amici si riuniscono per godere della compagnia reciproca. Il tè è così comune, che viene servito anche più volte durante il giorno, soprattutto durante “siyam” (metà pomeriggio) o dopo cena.
Il processo di preparazione e servire il tè
Dietro la preparazione del tè alla menta marocchina si cela l’arte e la precisione di bollire le foglie di tè verde, aggiungendo menta fresca e dolcificandole con generose quantità di zucchero. Esperienza e competenze specifiche, come ad esempio il fatto di versare il tè da un’altezza per aerarlo e in questo modo aggiungere sapore e creare un aspetto schiumoso, sono fondamentali per garantire il risultato tipico eccezionale.
Fondamentale è anche il modo in cui il tè viene fatto, servito e consumato. Spesso accompagnati da biscotti o pasticcini come la ghriba (biscotti a base di mandorle o cocco che sono morbidi all’interno e leggermente croccanti all’esterno), fekkas (biscotti croccanti e simili a biscotti che possono essere preparati con una varietà di ingredienti come noci, frutta secca e talvolta spezie come l’anice o la cannella) o Kaab el Ghazal (dolci a forma di mezzaluna ripieni di pasta di mandorle e spesso aromatizzati con acqua di fiori d’arancio).
Il tè è spesso incluso in occasioni speciali, tra cui matrimoni, feste e festival, così come l’Eid al-Fitr, l’Eid al-Adha e altre importanti festività. In questi casi, il tè è solitamente servito in bicchieri ornati e presentato in teiere d’argento.